martedì 23 febbraio 2016

Arcani Tour #4 – L’Appeso (Guest-Post di Marco Lazzara)




Arcani Tour #4 – L’Appeso (Guest-Post di Marco Lazzara)

 
L’Arcani Tour è un giro promozionale del mio secondo libro, Arcani, per i blog che decidono di ospitare l’iniziativa. Il blogger che partecipa deve scegliere una carta dei Tarocchi, ognuna delle quali nel mio libro è rappresentata da un racconto, e riceve in cambio da me un guest-post correlato. Ivano Satos (che ringrazio dell’adesione) ha scelto la carta de L’Appeso.






 
La Carta: “L’Appeso rappresenta una prova, un percorso di iniziazione che si è volutamente intrapreso. Ma può anche rappresentare una punizione, severa, e non priva di umiliazione.”
Il racconto nel mio libro: Si tratta di Bestiale Vendetta, dove il brutale criminale Hernandez è intenzionato a vendicarsi delle persone che l’hanno fatto condannare a trent’anni di prigione...


Il Paradosso dell’Impiccagione Imprevedibile

Il paradosso dell'impiccagione imprevedibile è un paradosso logico reso noto da Martin Gardner, matematico e scrittore di fantascienza, che si basa su di un'antica leggenda popolare spagnola.
Francisco de Orellana (1511–1546) è stato un esploratore e conquistador spagnolo, che aveva preso parte alla conquista del Perù, sottraendolo all'impero Inca. Nel 1541 partì con Pizarro ad esplorare l'Amazzonia, con l’intenzione di trovare la mitica città di El Dorado, dove si diceva fossero contenute immense quantità di oro e di pietre preziose. In questo viaggio egli traversò longitudinalmente l’intero Sudamerica, arrivando fino all’Oceano Atlantico, dove scoprì un fiume che per primo navigò fino alla foce. Inizialmente questo corso d’acqua venne chiamato Rio de Orellana, ma egli stesso lo ribattezzò poi Rio delle Amazzoni, perché lungo il suo tragitto era stato attaccato da un gruppo di donne indigene guerriere, proprio come le Amazzoni della mitologia greca. Orellana morì poi di malattia (forse malaria) durante una successiva spedizione.





Quello che segue è il paradosso.
Nel 1546 Orellana fu catturato e imprigionato in una piccola e umida cella. Molto prima di essere convocato, in considerazione dell'efferatezza dei delitti commessi, il giudice proclamò una singolare sentenza: “Il colpevole sarà impiccato un giorno della prossima settimana, ma egli non dovrà sapere quale sarà il giorno dell'esecuzione, che dovrà arrivargli completamente inaspettata.”
Il condannato non fu per nulla turbato dalla sentenza, perché, dopo un breve ragionamento, concluse: “Allora non mi impiccheranno mai! Dato che la mia sentenza deve essere eseguita entro la settimana, l'esecuzione non potrà essere sabato poiché venerdì lo capirei, e non potrà essere venerdì perché giovedì lo saprei, e così a ritroso per lo stesso motivo non potrà essere nessuno dei giorni precedenti. Per questo motivo non mi giustizieranno mai, in quanto l'impiccagione non sarebbe inaspettata.”
Il giorno seguente, tuttavia, il condannato fu impiccato. La sentenza del giudice fu eseguita, a dispetto della convinzione del condannato, in quanto, come previsto dalla sentenza, l'esecuzione gli fu inflitta in un giorno inaspettato.

Se ci sono a disposizione n giorni, il condannato non può essere impiccato il giorno n, perché altrimenti il giorno n-1 è ovvio che sarebbe stato impiccato il giorno successivo, quindi la condanna non giungerebbe più inaspettata; di conseguenza dovrà essere impiccato il giorno n-1, ma per lo stesso principio, il giorno n-2 saprebbe che il successivo è quello della condanna, e così via a ritroso finché si esauriscono gli n giorni disponibili. Quindi il risultato fornito dalla logica è che il condannato non possa mai venire impiccato senza che la condanna giunga inaspettata. Invece viene messo a morte il giorno dopo, e in questo modo la condanna è rispettata, in quanto giunge inaspettata: il condannato si aspettava di non poter mai venire impiccato e invece lo è stato, a dispetto di ogni sua credenza.
Ecco il paradosso: la realtà pratica che vince la sicurezza formale della logica.

Per seguire gli altri post dell’iniziativa, vedi: http://tinyurl.com/hap3fs3
Link al mio libro: http://tinyurl.com/zwtwq9j





19 commenti:

Marco Lazzara ha detto...

Incredibile combinazione: anche sul mio blog questa settimana esce la carta de L'Appeso... :)

Lucius Etruscus ha detto...

Mitico Gardner, conservo gelosamente un suo libro di paradossi e giochi matematici: delizioso! Quanto qui spiegato mi ricorda il Titanic di Douglas Adams, storiella narrata in uno dei suoi libri: era un'astronave impossibile da distruggere che però era azionata da un motore ad alta improbabilità. Quando il motore entrava in funzione accadeva la cosa più improbabile, così l'astronave esplose nel momento stesso del varo :-D
Così il povero Orellana si è condannato da solo, affermando di non aspettarsi di essere giustiziato già il giorno dopo ;-)

Marco Lazzara ha detto...

Forse se si stava zitto si sarebbe salvato! :)

massimiliano riccardi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
massimiliano riccardi ha detto...

Grande Ivano hai ospitato un pericoloso dissacratore e fuorilegge del pensiero comune, ricercato da tutti gli sceriffi della Prosy County.

Marco Lazzara ha detto...

Fuorilegge? E io che pensavo che per cacciare vampiri e mannari non fosse necessario la licenza...

massimiliano riccardi ha detto...

hahahaha credevi eh?

Ivano Satos ha detto...

@Marco E' la telepatia tra blogger di cui parlavo, mesi fa, con Tom di The Obsidian Mirror ;) Grazie di tutto Marco!!! :)

@Lucius Mi sembra che parlasti dell'opera in un articolo sulla I.A. ;)

@Massimiliano Grazie Mille Massimiliano!!! Era da molto tempo che volevo invitare nel mio saloon questo sapiente libertario :)

Lucius Etruscus ha detto...

Accidenti che memoria, complimenti ^_^
Sì, parlai di un paradosso di Gardner in merito al dialogo tra umani e computer. ;-)

Ivano Satos ha detto...

Gli articoli interessanti si ricordano ;)

Lucius Etruscus ha detto...

Troppo buono ;-)

Ivano Satos ha detto...

Obiettivo! :)

Marco Lazzara ha detto...

Grazie a te Ivano di aver partecipato! :)

Ivano Satos ha detto...

Impossibile resistere alla tentazione ;)

Michele il menestrello pignolo ha detto...

Mi sono sempre piaciuti i paradossi logici e ho letto anche qualche libro; il primo che mi viene in mente è "I paradossi dalla A alla Z" di Clark Michael. Per non parlare di Godel che l'ho pure studiato ^^

Marco Lazzara ha detto...

Il più famoso è di certo il paradosso del mentitore, ovvero: "Questa frase è falsa."

Lucius Etruscus ha detto...

Consiglio anche "Le menzogne di Ulisse" di Piergiorgio Odifreddi, autore che ha scritto anche saggi corposi sui paradossi ma questo titolo è più di divulgazione e di ampio respiro.

Anna Massè ha detto...

Chissà perchè gli spagnoli devono sempre esagerare e fare una brutta fine... articolo molto interessante, davvero! Mi ricorda i giochini che uscivano su Brain Trainer di Focus fino a qualche anno fa, specialmente i "pensiero laterale" che adoravo :)

Marco Lazzara ha detto...

Quando Focus aveva un'altra impostazione editoriale, mi sa...