Nel West, il sogno più diffuso è quello di avere un ranch. Puoi spaccarti la schiena ogni giorno pensando che prima o poi avrai una tua mandria. Un tuo terreno.
Questo era anche il sogno di Dick Moffin, il negoziante che decise di vendere la sua attività ben avviata per dare origine a un allevamento di cavalli. Per toccare con mano la propria terra. I propri pascoli. Proprio questo sta facendo ora Dick. Le sue mani sono come delle lame di aratro sulla sua terra. Peccato che quel corpo riverso al suolo sia stato traforato da sei pallottole. Un corpo accarezzato dalla mano pesante del fumo che si sta innalzando dalla sua casa e dalla sua stalla ridotte in cenere.
Questo paesaggio di distruzione si fissa sulla retina di Trent, accompagnandolo per tutte le cinque miglia che lo separavano dalla sua casa. Un tragitto popolato di domande, riguardo alla fine dei ragazzi di Moffin e sulla possibile responsabilità di King Bil Hale, ricco possidente di Cedar Bluff. Forse sarebbe più corretto dire padrone di Cedar Bluff e Cedar Valley, nonché della stazione commerciale, del Cedar Hotel, del saloon "La Mecca" e di una linea di diligenze.
Basta raggiungere casa e cucinarsi del bacon e un po' di buon caffè caldo per avere delle risposte a quelle due domande, due come i piccoli di Moffin che Trent trova nascosti nella sua camera da letto. Due come le bocche che urlano la colpevolezza di Hale.
In questo romanzo di L'Amour sono presenti gli elementi caratteristici di tutte le sue opere. Egli infatti riesce a incastonare, in una trama che inizialmente appare simile a quella di "Shane", la sfida con la natura, la condizione della donna e il desiderio di pace che si oppone alla sete di giustizia.
Louis L'Amour - La valle insanguinata (The Mountain Valley War, 1978), trad. Maria Luisa Cesa Bianchi, 1984, Oscar Western Mondadori, Arnoldo Mondadori Editore.

















