Fort McComber sembra un fantasma in contemplazione nel deserto dell'Arizona .Un paesaggio metafisico dominato dal vento incessante, la cui potenza non riesce a diradare la nube melanconica di cui è saturo il forte. Un forte che la Guerra Civile ha quasi reso un reperto archeologico. Un eremita abbandonato come una nava alla deriva dei flutti di morte su cui dominano gli indiani.
I forti Buchanan, Breckenridge, McLane e Mohave sono ormai pire funebri. Fort McComber esiste ormai solo per la guarnigione imprigionata al suo interno e per gli Apache che ne bramano la conquista.
I nemici, in realtà, noin sono solo esterni al forte. Su di esso gravano demoni che erodono quelle anime isolate. Demoni come l'alcolismo, l'egoismo, ecc. Venti interni che rischiano di far implodere quel simbolo di una conquista ormai decaduta.
Il deserto di Shirreffs diviene un inferno su cui giacciono membra scomposte e sanguinanti. Un inferno in cui demoni tribali si fondono con le fiamme di una fucina in cui regna un irlandese folle. Un irlandese investito dal sacro compito di difendere il gagliardetto del First Dragon e di distruggere un carico d'armi bramate sia dagli indiani sia dai Sudisti.


