lunedì 22 giugno 2015

"The Salvation" di Kristian Levring






       1870. Jon (Mads Mikkelsen) attende al binario insieme a Peter (Mikael Persbrandt), suo fratello. Impacciato. Ansioso. Alla fine la vede. E' appena scesa dalla carrozza del treno con il suo vestitino celeste. Il suo sorriso splende, sulle labbra e gli occhi, mentre stringe accanto il piccolo Kresten che vede per la prima volta Jon, suo padre.
 Jon, ex soldato danese, è infatti giunto per primo in America. Dopo sette anni la moglie ha lasciato finalmente la Scandinavia per raggiungerlo insieme al figlio.
 Jon e Maria salgono, insieme a Kresten, sulla diligenza per raggiungere la loro fattoria La presenza di due ex galeotti non rende di certo il viaggio più rilassante, e l'alcool tende ancora di più gli animi. Jon viene costretto a scendere mentre i due bifolchi in astinenza rimangono con sua moglie e il bambino.
 La corsa dietro la diligenza è un'impresa disperata, alla fine diviene la folle ricerca dei corpi senza vita dei propri cari. Dopo aver massacrato i colpevoli, Jon trasporta le due salme a casa.
 I due stupratori erano uomini della banda di  Delarue (Jeffrey Dean Morgan), per essere precisi uno dei due era anche il fratello del capobanda. La sua morte scatenerà una serie di eventi incontrollabili.
 La banda di Delarue  riesce a tenere sotto scacco l'intera cittadina di Black Creek, che quasi in maniera tribale sacrifica i propri figli come tributo ad un dio egoista. Il patto, instaurato tra i criminali e le autorità del luogo, prevede la consegna dei colpevoli  entro due ore, in caso contrario dovranno cedere le vite di due concittadini.




 In questo dramma si inserisce anche Eva Green nella parte di Madelaine, la nuora di Delarue. Il viso martoriato dalla prigionia presso gli indiani, e la lingua mozzata. Madelaine è una vittima. Prima degli indiani e poi del cognato. Un uso intelligente e coraggioso di un'attrice che rappresenta una delle principali sex symbol del XXI secolo. Kristian Levring ha avuto almeno due occasioni per mostrarne le grazie, o andare anche oltre, ma ha preferito non farlo, evitando quindi di utilizzarla come specchietto per le allodole come è stato fatto in un film che avrò visto, nonostante il resto, 300 volte...




 La natura circonda con la sua forza le varie location del film, esaltando il senso di isolamento e dispersione, grazie anche all'effetto grandangolare. Il film di Kristian Levring è stato girato in Sud Africa e la Table Mountain riesce a rapirci con il suo aspetto maestoso che incombe sui personaggi. Essa risulta perfettamente similie alla Monument Valley.






La fotografia è curatissima. Bello l'uso delle carrellate negli spazi claustrofobici, così come quello del dolly. Il livello massimo si ha nelle riprese in notturna, come nell'inseguimento della diligenza, o  come nella scena del temporale in cui si raggiungono toni rembrandtiani. Adios Dogme 95.






 Il film di Kristian Levring è assolutamente da vedere per chi ama il western. Forse il punto debole del film è proprio il suo essere accademico, i ruoli sono un po' rigidi. Vedremo gli attori quasi inamidati seguire binari sicuri.
  "The Salvation" ripropone il concetto di mimetizzazione morale degli individui di una comunità,  espresso in  Lo straniero senza nome (High Plains Drifter) di Clint Eastwood, o l'apatia generalizzata di Mezzogiorno di Fuoco (High Noon) di Fred Zinnemann.  Altro elemento è il paria, l'impuro che si lega all'eroe per un riscatto sociale e personale.
 Mads Mikkelsen interpreta un personaggio classico, non solo nel western ma anche nei film d'azione e nei fumetti, ovvero l'ex militare che si incazza. Egli giunge in America inorridito dai conflitti che insanguinano il continente europeo, ma qui incontrerà nuovi conflitti e nuove crudeltà. Lui si trasformerà  in un vendicatore, ma mantenendo inalterato un certo concetto di giustizia. Avremo quindi una vendetta abbastanza annacquata...


 Ora è necessario terminare con un bel po' di SPOILER.
Il pretaccio di Black Creek arrotonda facendo lo sceriffo. Insieme ad altri concittadini riesce a catturare Jon e il fratello Peter, consegna il primo a Delaru e il secondo rimane in gabbia per aver rotto la mascella al vicesceriffo.
 Da quest'atto di codardia deriverà la morte di Peter e, contemporaneamente, la vendetta di Jon che massacrerà la banda Delaru. Alla fine i concittadini si complimenteranno con Jon, pur disapprovando il suo aver risparmiato Madelaine. Jon, tenendoli sotto tiro, comunicherà che se ne andranno insieme da quel luogo. Jon ci guadagna una nuova compagna e il comitato cittadino la liberazione dalla banda di criminali.
 E' il finale che ti fa incazzare. Il fulcro della tragedia di Jon, una volta sepolti la moglie e il figlio, è il comportamento dei paesani. Sarebbe stato più adeguato che egli purificasse col fuoco l'intero villaggio. Una sorta di Mosé che vendica l'olocausto compiuto in onore di un dio pagano. Egli preferisce invece andarsene con la sfregiata muta. Come direbbe mio nonno: "Tira più un pelo di pube che un carro di buoi"... Ma forse la salvezza è proprio questa.




2 commenti:

Lucius Etruscus ha detto...

Mmmm le foto che hai messo mi intrigano assai, il film scala posizioni nella mia tabella di visione :-P

Ivano Satos ha detto...

La fotografia è veramente magnifica. Una visione assolutamente consigliata. Ho parlato di una certa rigidità ma ciò non toglie che sia un'opera imperdibile ;)