martedì 9 febbraio 2016

Zagor "Il Ritorno dei Lupi Neri" n°658





 Il Generale Trafford si reca presso il carcere di Hellgate per parlare con un prigioniero particolare, il Tenete Cordero, riguardo a un uomo di nome Otto Kraus. L'informazione è talmente interessante, che il Generale garantisce al Tenente la sua collaborazione per fargli ottenere la grazia.
 Due anni dopo da quel misterioso incontro, Zagor si trova a Darkwood, sulla Collina della luna, presso il villaggio indiano di Tonka. Un villaggio in cui il volto della gente risulta teso e scuro per la scomparsa di due giovani cacciatori, attesi con ansia da due giorni. Un villaggio in cui le visioni stesse parlano con il linguaggio del dolore.



domenica 7 febbraio 2016

Zagor e Sam Fletcher: "Iron Man" n°15, "Gli Evasi" n°51, "Morte sul Fiume" n°52, "La Dea Nera" n°53.






 Da mercoledì 03 febbraio, è disponibile in edicola il numero 607 di Zagor, dal titolo "Il ritorno dei Lupi Neri". Chi sono questi Lupi Neri? I diversi personaggi, grazie ai loro dialoghi, colmano la possibile lacuna riguardo questa milizia nota per le sue azioni efferate. Per poter comunque soddisfare il desiderio di approfondire meglio la loro storia, ho deciso di farne un sunto in questo post. Sempre nel nuovo numero di Zagor si cita un altro personaggio, ossia Sam Flechter, noto come Iron Man. In questo post faccio un riassunto dei numeri in cui il nostro eroe è costretto a fare i conti con questo criminale.



"Iron Man" n°15.

 Dopo aver salvato la famiglia Perkins dall'attacco di un gruppo di Cayuga, Zagor e Cico tornano al loro rifugio nella palude. Lo Spirito con la Scure risulta particolarmente pensieroso, poiché quel gruppo di indiani non si è scomposto innanzi alla sua presenza, ma ha continuato imperterrito la sua aggressione, anche nei suoi confronti. Pensieri che si proiettano anche durante il suo sonno agitato.




 La notte successiva, Tonka, fidato amico di Zagor e fiero capo dei Mohawk, si reca di soppiatto al capanno della palude per comunicare a Zagor alcuni gravi avvenimenti verificatisi durante la sua assenza.
 Il capo dei Cayuga, Na-Pawa, dopo aver riunito i leader di ogni tribù, presentò ai suoi ospiti "Iron Man", l'inviato da Manito per riunire tutte le tribù in un'unica Nazione Rossa, in grado di sconfiggere il nemico bianco. La prova di incolumità di questo essere, innanzi alla forza delle lance, convinse tutti i presenti ad aderire all'alleanza e ad accettare il pagamento in oro per la protezione garantita da Iron Man. Tonka, strategicamente, decise di fingersi convinto e di disconoscere Zagor, considerato dagli altri come alleato dei bianchi, al fine di prevenire ritorsioni ai danni della sua gente.
 Dopo il tramonto, Zagor e Cico si recano al villaggio dei Cayuga, dove egli vede per la prima volta Iron Man, vestito con una maglia metallica che è probabilmente responsabile della sua immunità. Zagor, dopo aver accusato il suo antagonista di volersi arricchire alle spalle dei pellerossa, viene sfidato da Iron Man. Zagor accetta la sfida brandendo la sua scure, mentre l'eroe dei Cayuga impugna un'arma misteriosa.




giovedì 4 febbraio 2016

Zagor e i Lupi Neri: "La Preda Umana" n°30, "Guerra" n°31 e "Il Fuggitivo" n°32





 Da mercoledì 03 febbraio, è disponibile in edicola il numero 607 di Zagor, dal titolo "Il ritorno dei Lupi Neri". Chi sono questi Lupi Neri? I diversi personaggi, grazie ai loro dialoghi, colmano la possibile lacuna riguardo questa milizia nota per le sue azioni efferate. Per poter comunque soddisfare il desiderio di approfondire meglio la loro storia, ho deciso di farne un sunto in questo post. Prima di recensire il numero di febbraio, uscirà un altro post dedicato a Zagor e a un personaggio del suo passato, a cui si accenna sul nuovo numero, ossia Sam Flechter, noto come Iron Man.
 La soria dei Lupi Neri occupa poche pagine finali del n°30, l'intero n°31 e buona parte del n°32.  Qui narro tutta la storia, se avete quindi l'opportunità di recuperare gli albi indicati potete fare a meno di leggere l'articolo o, se volete, magari potete interrompere la lettura quando lo riterrete opportuno. Buon viaggio amici.


 "La Preda Umana" n°30

Mentre Zagor e Cico si recano verso il rifugio della palude, un denso fumo si innalza verso il cielo. I due si dirigono verso di esso, consapevoli che sia successo qualcosa di grave. Infatti, una scena inquietante si presenta innanzi ai loro occhi. 




 Zagor e Cico non hanno neanche il tempo di riprendersi dalla vista di quel massacro, che una pioggia di proiettili si riversa su di loro, dando ai nostri eroi appena il tempo di rifugiarsi in un carro risparmiato dal fuoco.


mercoledì 3 febbraio 2016

Ken Parker "Le colline sacre" n°31






 Sono passati otto anni dal trattato del 1868, con il quale il governo di Washington assegna a tempo indeterminato metà del territorio del South Dakota ai Sioux. Il territorio in cui si trovava ciò che i Sioux consideravano il centro del mondo. Il territorio in cui si trovavano le Black Hills. Le Montagne Sacre.
 Il trattato non ha portato la pace sperata, come si accorgono i viaggiatori di una diligenza che viaggia nei territori del Wyoming settentrionale...





 Seminati gli indiani, la diligenza, ormai senza postiglioni, continua la sua folle corsa, interrotta grazia al provvidenziale intervento di Ken Parker. Giunti a Sundance, la notizia di un nuovo attacco indiano scalda gli animi, già provati dalle numerose incursioni passate. La gente della cittadina, composta soprattutto da cercatori d'oro desiderosi di avere libero accesso alle Black Hills, vuole dare una lezione agli indiani della riserva, rei, secondo loro, di dare rifugio a tutti gli assassini musi rossi. Ken Parker, creando ancora più scompiglio, cerca di far capire ai bifolchi che non ci sono prove sulla colpevolezza dei Sioux. Per fortuna, l'intervento dello sceriffo stabilisce le priorità.


lunedì 1 febbraio 2016

"The Hateful Eight" di Quentin Tarantino







    Il cielo del Wyoming quasi grava sul paesaggio  come una valanga di gelo.  Un paesaggio di bianco fagocitario su cui una diligenza si apre una pista faticosa, fino a incontrare un ostacolo di carne viva e morta. La componente viva è rappresentata da Maggiore Marquis Warren (Samuel L. Jackson), mentre quella morta è una piramide formata da tre morti che il cacciatore di taglie deve condurre a Red Rock.
 Il Maggiore non è l'unico cacciatore di taglie che si trova in quell'inferno bianco. All'interno della diligenza, che sta per offrirgli un passaggio verso il mercato della carne tagliata, si trova John Ruth "Il Boia" (Kurt Russell) con la sua preda, ossia Daisy Domergue (Jennifer Jason Leigh).
 Daisy Domergue ha una lingua spinosa come la superficie di un cactus, ma vale 10.000 dollari. 10.000 dollari ammanettati al polso di un "Boia" paranoico. Il suo concedere il passaggio sulla diligenza al Maggiore, è una cerimonia del tè alla fobia di perdere quel denaro che già zavorra il suo corpo come un arto fantasma inverso.
 Il tragitto verso Red Rock è come la Passione, anche se non possiamo dire se sia una Passione  a carico solo di Daisy Domergue o dei due cacciatori di taglie, ma a ogni stazione il carico di carne di quella diligenza aumenta. La terza tappa vede l'ingresso di un altro personaggio, il ribelle rinnegato Chris Mannix (Walton Goggins), diretto a Red Rock per essere investito come nuovo sceriffo. Almeno a suo dire. Altro personaggio quindi, altra cerimonia del tè paranoico celebrata da "Il Boia". Altra accettazione su quella diligenza trasbordante carne. Carne viva e morta.
 "Il Boia" avrà un'altra sorpresa durante il tragitto. La stazione per diligenze, gestita da Minnie, è strapiena di persone. Per un paranoico, la sicurezza, all'interno di un luogo chiuso, è inversamente proporzionale alla quantità di ossigeno che si consuma nell'unità di tempo. L'assenza di ossigeno fa girare la testa.




Jennifer Jason Leigh è magnifica nella sua parte di assassina schizzata. Sembra quasi posseduta, inquietando con la sua follia che va in crescendo, insieme alla sua tendenza autodistruttiva che fa da spalla al sadismo da educatore de "Il Boia". E proprio sulla spalla del "Boia" sembra appollaiata come una cornacchia, pronta a gridare e infierire contro qualcuno, appena se ne presenta l'occasione, come se quella iena, cosi viene definito "il Boia" da uno dei personaggi, fosse il suo cane da guardia.