giovedì 10 marzo 2016

Ken Parker "Diritto E Rovescio" n°36





        Testo: G. Berardi   Disegni: I. Milazzo

     Helena, Montana. Ken Parker, quelle rare volte che si trova lontano dai boschi e dai sentieri impervi, ama godere di qualche distrazione. Per carità, nulla di trasgressivo e sconveniente, lo conosciamo bene il nostro eroe, ma un bello spettacolo ci sta proprio bene. Sperando che non vada a finire come la volta scorsa, in cui il palco, e per poco anche lo stesso Ken Parker, saltò in aria. Anche qui vi è un certo rischio, ma per fortuna a causa degli applausi del pubblico.




 Oltre a quello sul palco, sarà un altro lo spettacolo che si presenterà innanzi agli occhi di Ken Parker...




martedì 8 marzo 2016

"In nome della legge", il neorealismo western di Pietro Germi.







     Un calesse viene condotto su una strada sterrata circondata da un'arida solitudine. Due uomini sono in agguato e costringono,  con l'uso delle armi, il povero conducente all'immobilità. 
Purtroppo, colui che è costretto sin dalla nascita a chinare il capo innanzi al padrone, non può accettare di farlo innanzi a un pezzente suo pari, anche se questi è armato di fucile. Durante la colluttazione, egli riesce a vedere il volto di uno dei bambini. Ciò sarà la sua condanna a morte.
 Quella condanna evapora dal corpo del defunto per depositarsi su coloro che gli hanno inflitto la morte. Le terre di quel luogo, sono sotto il controllo di Massaro Passalacqua (Charles Vanel), la cui protezione aleggia sul barone Lo Vasto (Camillo Mastrocinque), padrone di quel corpo ormai senza vita, ma soprattutto sulle due mule sottratte dai banditi.
Passalacqua deve muoversi in fretta, per punire coloro che hanno osato sfidarlo proprio nel momento in cui il nuovo pretore, Guido Schiavi (Massimo Girotti),deve giungere a Capodarso. La gente deve capire chi può tutelarli realmente. Quel qualcuno è lui, non certo la legge ordinaria col suo giovane pretore.





Le connessioni, tra il film neorealista e il western americano, sono palesi sin dall'inizio. Il film si apre con un paesaggio che sembra rubato a un film di Ford e al suolo dello Utah. La voce fuori campo presenta la Sicilia come una terra di contrasti, giardino di agrumeti da un lato e dall'altro la tragica aspra bellezza di un mondo misterioso. Proprio come il vecchio West.
 Contrasti, tra fertilità e aridità, che si manifestano con la rapina ai danni del contadino sul calesse, da parte dei banditi con i fazzoletti che coprono i volti scolpiti dalla sofferenza, dalla rabbia e dal sole. Sole che rende arida la terra e quel corpo insanguinato non appena le dona il suo sangue.
 Altro elemento è il potere consolidatosi in una determinata area, in mano a un unico uomo, e l'uomo di legge, o il giusto, che giunge in quella terra sottomessa. Lo Shane per intenderci.



 
 L'arrivo in treno del pretore, in una stazione semi deserta con la luce che brucia quasi la pellicola, e il suo ruotare quasi su se stesso, per osservare i pochi presenti come per studiarne la volontà, sembra una di quelle scene che diventeranno famose nei film di Leone, ma che già furono di Zinnemann. Un uomo lo chiama per nome. Lo deride quasi, per l'abito indossato in una giornata così calda, ma soprattutto per il suo essere lì. Gli consiglia di prendere il treno per Palermo. Di tornare a casa per chiedere il trasferimento o magari per cambiare mestiere. Quell'uomo è come un miraggio, sfumato tra un diavolo e un grillo parlante. Un ibrido che accoglie con gioia l'arrivo del treno per il capoluogo. Sorridendo prima di  sparire. Sorridendo per la felicità di aver finalmente abbandonato quella città e il suo vecchio ruolo di pretore.



domenica 6 marzo 2016

Spaghetti Estern: viaggio verso la frontiera italica, tra sudisti, briganti, guardie e partigiani!





 E' da un po' di tempo che avevo intenzione di presentare questa nuova rubrica. Inizialmente avevo pensato a sfruttare il legame tra la Guerra Civile Americana e il nostro Risorgimento, con conseguente connessione tra banditi ex-confederati e briganti. Ciò mi avrebbe anche permesso di inserire alcuni lavori di autori artigiani, come quelli di Lucius Etruscus e Alessandro Girola. Sentivo comunque che il progetto non era completo. Sentivo l'assenza di un tassello fondamentale.
 Chi visita i miei blog è ormai abituato ai miei continui salti tra diversi generi, ma ve ne sono due che io amo alla follia e che amerò sempre. Questi due generi sono il Western e il Neorealismo. Generi che presentano fortissimi legami, focalizzandosi entrambi sul concetto esistenziale di sfida. Sfida verso la terra, donatrice di vita o avara di essa, e sfida verso i soprusi dei tiranni. Sfida, comunque, diretta sempre verso se stessi. Verso ciò che si era e ciò che è giusto divenire.
Neorealismo e Western come esaltazione dell'evoluzione. Evoluzione anche in senso sociale, con la rivendicazione dei propri diritti e della propria libertà, indipendentemente se si ha innanzi un sanguinario tiranno con il sombrero o con la capa pelata. Questo sarà anche un modo per ricordare opere dimenticate del Neorealismo, poste in un cantuccio oscuro da una sinistra che si autoproclamava unica e sola detentrice della conoscenza del proletariato e nella sociologia del mondo operaio. Una sinistra costituita da borghesi che non avevano neanche idea di quali fossero, nel bene e nel male, le dinamiche che si instauravano all'interno della classe operaia e nelle famiglie proletarie, ponendo quindi sul capo del popolo un nuovo giogo non dissimile da quello castrante imposto da una chiesa affetta da vampirismo.




 Altra finalità è quella di ricordare un certo periodo storico, sottoposto ormai a un'opera di rielaborazione che va al di là di quel processo di "sfumatura", iniziato da Togliatti, originato per porre una lapide su qualcosa di non ancora morto, ma ancor vivo proprio grazie all'opera di psicopompi frettolosi. Il quieto vivere non può esser la scusa per non approfondire e per non dar giustizia a vittime calpestate ancora dal passo dell'oca Senza giustizia non vi sono né vinti né vincitori.



giovedì 3 marzo 2016

Ken Parker "Il Sentiero Dei Giganti" n°35




Soggetto: G. Berardi Sceneggiatura: T. Sclavi  Disegni: G. Cianti - I. Milazzo

Milestone, Canada. Ken Parker, dopo i burrascosi eventi precedenti, è in attesa di effettuare il trasporto dei viveri per i minatori di Surprise. Lo spettacolo del forzuto Franz Magnus offre un piacevole intervallo alla noia gelata patita dal nostro eroe. Il gigante tedesco, dopo aver spezzato catene con i suoi marmorei pettorali e sollevato pesi impossibili, dovrà sfidare sei villici muscolosi al tiro alla fune. Peccato che Harry Showe, il suo impresario, abbia tentato di barare somministrandogli un potente sonnifero.
 La farina del diavolo va in crusca e i sonniferi possono avere un effetto leggermente ritardato, permettendo al crucco di vincere. I complici di Harry non sono contenti di come sia finita la gara, ma non sono certo bestie che si mettono ad ammazzare per così poco...




 Penso che immaginiate chi sia il biondino, vero? Proprio Ken Parker decide, dopo la scomparsa pirotecnica dei loro averi, di coinvolgere i due uomini nel trasporto dei viveri al campo dei minatori. Al terzetto si aggiunge ben presto una quarta persona.


mercoledì 2 marzo 2016

Gordon D. Shirreffs "Ballata Selvaggia"







     Fort McComber sembra un fantasma in contemplazione nel deserto dell'Arizona .Un paesaggio metafisico dominato dal vento incessante, la cui potenza non riesce a diradare la nube melanconica di cui è saturo il forte. Un forte che la Guerra Civile ha quasi reso un reperto archeologico. Un eremita abbandonato come una nava alla deriva dei flutti di morte su cui dominano gli indiani.
 I forti Buchanan, Breckenridge, McLane e Mohave sono ormai pire funebri. Fort McComber esiste ormai solo per la guarnigione imprigionata al suo interno e per gli Apache che ne bramano la conquista.
 I nemici, in realtà, noin sono solo esterni al forte. Su di esso gravano demoni che erodono quelle anime isolate. Demoni come l'alcolismo, l'egoismo, ecc. Venti interni che rischiano di far implodere quel simbolo di una conquista ormai decaduta.
 Il deserto di Shirreffs diviene un inferno su cui giacciono membra scomposte e sanguinanti. Un inferno in cui demoni tribali si fondono con le fiamme di una fucina in cui regna un irlandese folle. Un irlandese investito dal sacro compito di difendere il gagliardetto del First Dragon e di distruggere un carico d'armi bramate sia dagli indiani sia dai Sudisti.

martedì 1 marzo 2016